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Tragedia del Raganello, Sammuri: la Procura conferma estraneità dell'ente parco che può interdire aree solo per tutela della natura mentre la sicurezza spetta ad altri

E' la tesi sostenuta da Federparchi anche con diversi convegni, i parchi non decidono su tutto ciò che accade nel loro territorio

31 Luglio 2019

“Si è conclusa l’indagine per la tragedia delle gole del Raganello, nel parco nazionale del Pollino, dove quasi un anno fa una piena provocò la morte di 10 persone. Il procuratore ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone: sindaci, titolari di agenzie turistiche, guide. E’ stata invece richiesta l’archiviazione per il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra. Questo conferma quanto ha sempre evidenziato Federparchi, che ha anche organizzando due convegni sulla sicurezza nell’ultimo anno: i parchi hanno altre competenze e regolamentano l’accesso alle varie aree del parco solo per motivi di tutela naturalistica, le azioni per l’incolumità delle persone e di protezione civile competono ad altri.

Purtroppo ci sono ancora molte persone che pensano che quando c’è un parco, tutto quello che avviene all’interno del perimetro dipenda dall’ente di gestione. Come quelli che scrivono al parco nazionale dell’arcipelago toscano perché sull’isola di Pianosa cadono dei rami in zona publica o perché edifici non di proprietà del parco cadono a pezzi. Oppure chi pensa che la gestione dei rifiuti o la distribuzione di acqua potabile solo perché all’interno del perimetro di un parco siano una competenza del parco stesso.”

E’ quanto afferma il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri commentando  l’avviso di conclusione delle indagini sulla tragedia di Raganello.

IUCN
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