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Serve svolta ecosostenibile per fronteggiare i mutamenti del clima

L'Ordine del giorno approvato dal Direttivo di Federparchi

6 Novembre 2018

“Il Consiglio Direttivo di Federparchi esprime cordoglio commosso per le vittime del maltempo che ha flagellato il paese da nord a sud e partecipe solidarietà alle loro famiglie. Intere comunità sono rimaste isolate, senz’acqua, senza elettricità nelle zone di montagna come nei centri urbani. Auspica perciò che sia portato soccorso urgente ed efficiente alle popolazioni colpite, che siano predisposte e attuate misure di messa in sicurezza nei territori devastati dalla furia degli elementi naturali.- Inizia così l'ordine del giorno votato alla unanimità sui mutamenti climatici proposto dai consiglieri Enzo Lavarra e Marco Katzemberg per poi proseguire: 

E’ drammaticamente evidente che non siamo di fronte a calamità naturali episodiche ma a fenomeni destinati a riprodursi costantemente. Le previsioni preoccupate di scienziati e economisti circa l’impatto devastante dei cambiamenti climatici sono state colpevolmente trascurate dalla politica e dalla gran parte dei media. Per lo più indicate come espressioni di visioni catastrofistiche e contrarie allo sviluppo.

All’obbligo della solidarietà e del soccorso più immediato alle popolazioni colpite  deve corrispondere dunque un ripensamento radicale sugli aspetti intrinsecamente devastanti di un modello di sviluppo quantitativo, di sfruttamento intensivo delle risorse naturali, di scempio di beni scarsi come il suolo, l’acqua, l’aria; ripensamento che deve indurre ad una svolta non più rinviabile nella direzione di un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile.
Sia dunque varato finalmente ad ogni livello di governo un grande piano di messa in sicurezza del paese, di contrasto all’abusivismo e di rigenerazione edilizia, di risparmio e tutela del suolo, di mitigazione e adattamento al mutamento climatico.
L’esperienza di gestione delle aree naturali protette costituisce esempio di tutela e rinnovamento della biodiversità, di contrasto all’abbandono e alla desertificazione dei territori, di nuove economie.
Ma quel che accade rivela che una tutela effettiva del territorio non può che fondarsi nella generalizzazione delle buone pratiche oltre i loro confini e su politiche generali.
Il tempo di una visione finalmente realistica dei limiti delle risorse naturali è ora; facciamo appello alla più vasta mobilitazione della società, e per prima cosa delle Associazioni ambientaliste, per imporre la svolta ecosostenibile non come opzione fra le altre ma come unica risposta possibile richiesta dalla radicalità dei mutamenti.”

IUCN
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